Pubblicato il giorno 6-apr-2020

Michele Censi, Osteopata specializzato in ambito sportivo, pediatrico e odontoiatrico

“Cibo e infiammazione cronica”
Dott.ssa Sonia Losurdo, nutrizione e probiotica.
Cosa comporta l’assunzione continuativa di alimenti sempre uguali di scarso valore nutrizionale? Può procurare una condizione di infiammazione cronica da cibo.
L’alimentazione tipica della società moderna risulta spesso inadatta alla nostra fisiologia e l’eccesso di alimenti industriali, raffinati e impoveriti può rappresentare un forte segnale di disturbo per il nostro sistema immunitario (oltre a porre le basi per lo sviluppo di svariate patologie può bloccare anche il processo di dimagrimento). Notevole importanza acquisisce il microbiota intestinale, il quale viene influenzato positivamente o negativamente anche dalle nostre scelte nutrizionali. I nostri batteri svolgono un’importante funzione di detossificazione (additivi e conservanti alimentari, metalli pesanti, pesticidi..), stimolano e modulano il nostro sistema immunitario e producono vitamine. Immaginiamo cosa comporterebbe un impoverimento del microbioma intestinale: predisposizione a patologie allergiche, immunitarie, sensibilità a infezioni intestinali, candida, cistiti recidivanti. Non solo, lo stress cronico può portare ad un aumento di peso, ritenzione idrica, disturbi dell’umore e dar luogo ad una condizione di infiammazione silente.
Digiuni e restrizioni severe non servono, anzi, provocano solo un rallentamento del metabolismo, alimentano lo stress cronico e impoveriscono ulteriormente il nostro microbiota intestinale.
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