Pubblicato il giorno 3-apr-2020

Michele Censi, Osteopata specializzato in ambito sportivo, pediatrico e odontoiatrico

STRESS, QUARANTENA E MEDICINA INTEGRATA
“La depressione può essere vista come un disturbo genetico/neurochimico che richiede un forte innesco ambientale e la cui manifestazione tipica è l’incapacità di apprezzare i tramonti”.
Nella situazione odierna, quest’argomento diventa più che mai attuale a causa della pandemia che ci sta colpendo e sottoponendo ad alti volumi di stress. Il Dr. Sapolsky, neuroscienziato a Stanford, studia le interazioni sociali fra i primati e la relazione fra stress e degenerazione neuronale su base ormonale. Egli ha scoperto che il supporto sociale ha un importante effetto protettivo nei confronti dei vari tipi di stress e delle malattie collegate. Dal punto di vista evolutivo la reazione da stress serviva ad affrontare solo situazioni di emergenza. Il problema è che gli esseri umani, intelligenti e organizzati, hanno il tempo necessario per rendersi infelici e stressarsi reciprocamente, utilizzando questo tipo di risposta per ragioni puramente psicologiche. Un’attivazione cronica della risposta da stress ci mette a rischio di contrarre diverse malattie. Sapolsky sostiene che il problema principale sia l’approccio riduttivo della medicina moderna, che correla i sintomi con la patologia ma che spesso non individua le cause per cui una persona si ammala. Per questa ragione è convinto che l’approccio riduzionistico possa essere completato con successo dalla medicina integrata. L.“ Why Zebras Don’t Get Ulcers” R. Sapolsky, O. B., H.Holt a. co., N.Y. ’04.
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